Punto di caduta
Performance
Punto di caduta
per piatti sospesi, rullante e assenza
Nota di programma
L’installazione si configura come una partitura verticale aleatoria, in cui l’evento sonoro non è programmato, ma è generato dal cedimento strutturale di un’architettura scolastica in disuso. Il fulcro dell'opera risiede nel segmento di retta teso tra due polarità, entrambi definibili come "punti di caduta":
L'origine: il momento del distacco della goccia dal soffitto, dove l'infiltrazione vince la tensione superficiale e si fa gravità.
La destinazione: l'impatto della pioggia sulle membrane del rullante e sul bronzo dei piatti sospesi, dove la materia liquida si trasforma in transiente acustico.
Questa "doppia caduta" definisce una traiettoria invisibile che attraversa l'assenza. L'assenza qui non è un vuoto passivo, ma un elemento compositivo attivo: è lo spazio del silenzio tra un rintocco e l'altro, il tempo della latenza naturale e, soprattutto, la densità umana e politica di una palestra abbandonata in cui piove dentro.
In questo ecosistema di decadimento, il suono non è che la misura acustica di un crollo lento, una testimonianza involontaria di ciò che resta quando l'istituzione tace e la natura riprende a suonare lo spazio
Realizzazione: andrea gerlando terrana / pietro spoto
per ProMusic Scuola Studio Aragona